Chi e Cosa sono il Perché.

Mi chiamo Federico Papa e Mia Di Mondi è un lungo racconto che dal 2015 accompagna la mia vita. Qui ci sono i pensieri più reconditi, le avventure artistiche, i sapori che insieme delineano il mio sguardo sul mondo.

Da quando è nato, Mia Di Mondi, ha mutato aspetto, contenuti e forma molte volte. Inizialmente scrivevo solo storie brevi, in seguito si sono aggiunti pensieri critici e racconti di quotidianità, uno spettacolo teatrale e un film.

Forse il suo spirito è proprio la dinamicità di idee, di visioni e la suddivisione in capitoli segue proprio queste ere.

Anche io sono così, ma negli anni mi sono trovato in compagnia di altri esploratori.

Il nome del blog deriva da una espressione dialettale delle mie terre che viene tradotta in: NON TANTO. L’ho scelto perché qui c’è più di un mondo e mi sembrava un bell’ossimoro.

No scherzo, in realtà sono megalomane e ho voluto imitare Fellini con “Amarcord”!


13725088_10206966422378426_8864867621030965454_oFederico Papa

Classe 1994. Sono cresciuto nella campagna emiliana, dopo il liceo mi trasferisco a Milano per studiare recitazione. Nel 2015 percorro il cammino di Santiago (800km!) dove trovo il piacere dello scrivere. Tornato in Italia apro Mia Di Mondi e seguo l’università e l’accademia mentre porto avanti progetti personali. Ad oggi sono riuscito a realizzare un film (Rapture) e uno spettacolo teatrale (La Neve); entrambi presto disponibili qui. Con grande entusiasmo continuo la battaglia per dare gambe alle mie idee.. a volte ci becco!


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Laura Papa

Molto spesso mi sono chiesta cosa raccontare di me, quali sono le mie caratteristiche. Alla fine sono giunta alla conclusione che é proprio il modo in cui mi faccio domande e mi rispondo, che si può dire sia un punto cruciale del mio carattere. Sono una persona molto idealista, che cerca di concretizzare al massimo il suo pensiero. Qualcuno forse direbbe che sono solo giovane, qualcuno che mi sopravvaluto forse, ma quello che vedo io intorno a me invece, è un enorme gigantesco buco nero in cui la superficialità sta inghiottendosi tutto, peggio dell’entropia. Poche persone posso dire che hanno capito davvero chi sono, molti hanno preferito prendere decisioni affrettate nel giudicarmi, e con il tempo ho imparato ad accettare che non tutti sono disposti a mettersi in discussione. E io tendo a portare la gente alle strette per farle ragionare, su se stessi, e su molto altro. Quando una persona è scomoda, si fa di tutto per cercare di liquidarla. E con questa ultima frase non voglio suscitare compassione, ma sincerità da parte del lettore. Quante volte ha preferito la strada più breve, e la comprensione più superficiale di ciò che ci circonda?

 

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