Solaris

Sono arrivato al limite massimo. Oltre Ospitaletto la neve sul manto stradale non permette di proseguire e non posso più camminare poiché le scarpe mi torturano da ieri.

Questo cos’è se non una chiara manifestazione di una volontà più ampia che intreccia gli eventi in una trama?

Infatti sento dentro che è tempo di tornare. Chi mi circonda spesso critica questo mio modo di agire perché viviamo in un tempo governato dalla paura della responsabilità che verrebbe dalla consapevolezza che ciò che l’istinto ci suggerisce è manifestazione di dio.

Mentre leggo Solaris, consono a queste riflessioni (inutile chiedersi se causa o effetto) la domanda fondamentale è ora: in quali termini la mia volontà è libera.

È chiaro che c’è una legge naturale che ci governa.

Essa può comprendere di fare il male o il bene, ma non di meno è inevitabile che si compia. Perciò mi viene naturale pensare che il lavoro dell’uomo stia nel corrispondere con le azioni alle sensibilità che ci stimolano il cuore.

C’è un progetto nelle corde del mondo per cui anche il dolore ha funzione come la notte serve al giorno. Questo dolore è però ben diverso rispetto all’indifferenza, alla passività che assale chi non accetta questa verità. La medicina chiama questo male depressione e corrisponde infatti alla costante sensazione di non avere uno scopo.

Come a ricordarci di vincere la paura di agire conformemente a noi stessi, la punizione è credere nel l’illusione che non ci sia finalità alla nostra esistenza.

Lo scopo di un uomo non è auto determinato, ma il suo agire si.

D’Aquino diceva che originariamente siamo un’idea. Diventare forma è solo un altro piano di vibrazione. Agiamo per contribuire alla sinfonia più ampia che suoniamo tutti: esseri viventi, sistemi solari, sorte; come cosmo.

Solaris è massimo esempio di ciò che non comprendiamo perché non sembra avere scopo. Ma anche esso, come libro, è un concetto e servo di questo sistema. Il suo stesso esistere è utile alla comprensione di ciò che nel libro stesso viene infine definito come l’esempio più avanzato di caos. Solaris è un pianeta composto da un oceano che costantemente produce forme di oggetti grandi come montagne o città. Riproduce i meccanismi della forma delle cose senza però intuire lo scopo per cui esse esistono altrove. Si dice essere vivo e alla fine della sua esistenza. Genera aberrazioni poiché non ha scopo se non essere di esempio a chi osserva. Solaris è perciò la manifestazione più riuscita nella letteratura di cosa sia la paura di non comprendere perché siamo qui. È la depressione in massima scala.

Non fatevi ingannare.

Ascoltate il vostro cuore, assecondate la vostra natura confidando nel fatto che non siete mai soli. Così come Solaris non lo è.

Ma state vibrando, ogni giorno, con la possibilità di essere integri. Non tradite voi stessi e la vostra vita vi si schiuderà davanti invasa dalla profonda certezza di sentire quella sinfonia.

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10 pensieri riguardo “Solaris

  1. È alta filosofia. La tua strada lascia perderiblogcompleta arricchisci e rivolgiti ad una casa editrice seria Einaudi la terza esimili.
    Prevedo per te una carriera universitaria baci zia LINA.

    La depressione dalla attenzione che vorremmo

  2. A MAdre Natura non importa che restiamo vivi o morti. Per il pianeta terra siamo solo un cancro sul serio, e credo che in un ecosistema in cui c’è qualcuno che fa danni, l’uomo meriterebbe di essere distrutto subito. Forse MAdre Natura sta progettando la vendetta finale? Chi lo sa.
    Per quanto riguarda le case editrici se non hai un aggancio dentro non arrivi nè a Einaudi nè a qualche editore noto. Io gli ho detto di no perchè loro parlano di “Industria del Libro” e quindi sappilo. NOn vale la qualità ma il nome che finisce in copertina e che di solito ha fatto qualcosa per qualcuno per arrivare pubblicato da un moto editore.
    Io ho scelto finora solo piccoli editori, che ovviamente si guardano bene dal pagarmi quello che mi spetta. Meno male che non scrivo nè per soldi nè per gloria. Dunque decidi tu.

    1. Amleta come sei negativa. Io non la vedo così, il caso non esiste e non c’è motivo di considerarsi frutto del caso. Abbi fede in te stessa e vedrai che troverai anche un buon editore.

      1. Ho chiesto una cosa nel mio post, di farmi dei nomi di donne che sono arrivater grazie al sacrificio di un uomo. Finora nessuno me li ha scritto. Quindi non è una questione di vederla in modo negativo. Se mi fai un nome allora cambio idea.

      2. Credo che sia semplicistico affidare all’ignoranza dei tuoi lettori una questione che ha ragioni storiche. Mi dispiace sentirti così affranta.

      3. Veramente credo che i miei lettori siano persona informate su molti fatti. Se ho chiesto dei nomi infatti è proprio perchè so che ci sono molti utenti diversi che hanno anche cognizioni storiche. Io affranta? Sono solo constatazioni di fatto, non è una questione personale. Ho scritto poesie mortifere e tu mi percepisci così adesso? ah ah ah , bella questa!

      4. Mi sembra che questo cinismo sia finto. Almeno quanto il disinteresse che cerchi di trasmettere tanto da commentare così negativamente un post di uno sconosciuto. Io non volevo accendere un dibattito ne tantomeno mi frega qualcosa delle tue poesie.

      5. Forse se leggi lìultima poesia che ho scritto adesso magari capisci il cinisco e quanto sia vero. Ma non importa, grazie comunque di essere passato di qui. Ci sono molti blog pieni di poesie che puoi scegliere.

  3. Non fare la vittima, sei tu che vieni a pontificare e ora ti vendi come anima pia

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