A Elle

Ho pensato tanto a che regalo farti. In definitiva ho creduto giusto scrivere, dal momento che è, credo, la cosa più utile che sappia fare.

Tempo fa cominciai una storia su un uomo disperato che lascia tutto e se ne va nel deserto, ma una tempesta di sabbia lo sorprende e lo costringe a rifugiarsi tra le rovine di una città diroccata che trova lì per caso. E li attende la fine di quella tormenta.

A questo punto, proprio come lui, non sapevo come continuare il racconto. Come poteva trovare la felicità in un posto così inospitale? Così mi trovavo io a quel punto della vita, così mi hai trovato ad Amsterdam. Ed è lì che ho capito come proseguiva la storia.

In mezzo alle rovine l’uomo aspetta nella speranza che la tempesta cessi. Crede che allora tutto sarà risolto. Ma più aspetta e meno quella sembra andarsene. Egli si dispera guardando la tempesta finché le lacrime e la sabbia lo costringono a voltarsi e a guardarsi i piedi. Solo allora si rende conto che quel piccolo rifugio ha un aspetto confortevole. Che c’è spazio per un fuoco e c’è anche un letto. Così passa lì una notte, poi un altra e una terza. Scopre il modo di esplorare le rovine. Trova del cibo, un giradischi e persino dei bei libri. Passa una settimana, un mese e più lui sta lì, meno bada alla tempesta. A poco a poco non ci fa più caso. Finché un giorno non incontra una donna che, come lui voleva fuggire e, come lui ha trovato la tempesta. È impaurita, stanca e arrabbiata. Vuole scappare ancora, non capisce perché dopo tanto dolore ora ci sia altra sofferenza nella sua vita. Vuole correre via dalla tempesta, ma l’uomo la trattiene: le dice che se proverà a uscire la tempesta la ucciderà.

Lei comincia a piangere, si sente in trappola. Allora l’uomo le dice -non vedi che queste lacrime ti stanno già pulendo gli occhi? Nella vita, come nella tempesta, si tratta di scegliere: se guardare la tormenta e riempirsi gli occhi di sabbia o guardare questo bel rifugio: col letto, il fuoco, il cibo, i libri e il giradischi. Mancavi solo tu, adesso possiamo anche danzare!

Ti ringrazio per essere qui a danzare con me.

Ricorda sempre quale enorme forza provenga dalla sofferenza e non temerla: abbracciala. Imparerai come piangere sia un atto di coraggio e come dia sapore ai momenti di gioia.

Buon compleanno! Sei già più vecchia, sei già più saggia!

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