Girotondo

Sono le 4 e venti. Ho la testa sotto sopra. Non so più se questa è una vacanza o un’opportunità di cominciare una nuova vita. Non so se dovrei scrivere così spesso, se dovrò cercare casa qui o inseguire Elly.

In questa confusione faccio due passi alla libreria. So che tutte le possibilità sono vere, basta che io ci creda. Ma in questo momento non ho le forze di affrontare una scelta. Voglio prendermela con calma. È una settimana domani che sono qui. Ho fatto nuove richieste su Couchsurfing. Speriamo!

È necessario non perdere il vero scopo del mio viaggio. Riallacciare un rapporto con me stesso dopo il trambusto degli ultimi mesi.

Avevo consultato la mappa di un mio “compagno di camerata” dove c’era un quartiere chiamato Wester Park, a nord-est della città, segnato come particolarmente interessante per gli artisti. Confuso, convinto di essere regredito, alla ricerca di stimoli, mi dirigo lì.

Poi succede qualcosa di strano.

Succede che una camminata si trasforma in una giornata silenziosa, dove cammino in tondo senza capire perché le strade non corrispondono a quelle stampate nella mia mappa mentale. Si, ho fumato, ma non possono sparire le vie. E se tutto ha un senso allora cosa cavolo succede?

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Se possibile ancora più amareggiato torno indietro, cerco la fermata di un bus che mi guidi. Ecco, ora è chiaro, la strada per arrivare al famoso quartiere e sotto l’acqua! Tutti i collegamenti tra Amsterdam e Wester Park sono tunnel sottomarini. Avevo un bel da cercare di arrivarci a piedi!

Sono a terra, ma non posso mollare. Tutto questo non ha senso, ma sono costretto a vivere e perciò devo andare, come tutti, verso il mio destino. Così, un po’ rinvigorito da questo pensiero, mi infilo sul bus più veloce per attraversare questo maledetto canale che ora mi sento come sfida personale.

E qui accade qualcosa che solo più avanti comprenderò appieno, perciò fate attenzione.

Il bus mi porta alla stazione, da cui so dovrò prendere il treno per attraversare. Così scendo trafelato per cercare il treno, il numero il binario. Di colpo mi rendo conto, sono a Sloterdjik. Sono davanti al Train Lodge. E qui, in questo piccolo momento inaspettato, mi viene in mente la camicia blu. È la camicia che avevo indosso quando siamo usciti io ed Elly. Me l’ero tolta perché qualche rimbambito l’aveva inzuppata di birra nel ballare. Forse dovevo avere quel talismano, da conservare?

Mi fa ridere pensare come ostinatamente ero avverso al quadro generale. Andiamo avanti.

All’ingresso c’è Arnold stranamente cordiale. Trovo la camicia e ne approfitto per chiedere se sa di qualcuno che cerca case qui, ad Amsterdam. Mi dice che oggi fanno tutto su Facebook. Ottima idea.

Torno al mio ostello classico e mi iscrivo su un gruppo di “rivoluzionari contro la lobby delle agenzie immobiliari” forse mi accetteranno?
Mi dirigo al Lost anche sta sera. I dubbi mi tartassano, ma un messaggio intimo dal Punk mi riporta alla realtà. Aria di casa. Gente normale. Una sana via di mezzo tra gli eccessi di questo mondo. Rispondo intimamente.
Ora Elly prende a messaggiare. Messaggiamo per ore, mentre in me cresce la consapevvolezza che quello che provo ha un nome ben preciso. Non voglio saperlo, non voglio lo sappia nessuno, nemmeno lei. Esco dal Lost rincretinito.

Cosa vuol dire tutto questo? Come posso avere più domande di quando sono partito?
E così ora mi trovo a dover scegliere tra due lupi ( Elly o i miei sogni di recitare, di trovare una casa qui) e un  borghese, che è in me, e che mi sussurra di rinunciare, di tornare.

Si stacca il Wi-Fi. No! Non adesso. Sono nel mezzo di in infatuazione completa e ne svanisce l’unica fonte. Benvenuto nella vita.

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Dunque ricapitolando. Devo cercarmi una casa perché non voglio tornare indietro. Per trovarmi una casa devo lasciare indietro la mia vita in Italia. Se non lo faccio forse non avrò un altra occasione di realizzarmi a pieno, di essere un grande artista. Visto che così sarebbe troppo semplice la vita aggiunge alla mistura una bella cotta per un Americana.

Ah Federico. Lo sai come è finita la volta scorsa.

-E se non ci fosse maggior incoerenza di questa? Dice un’altra parte. -sei venuto qui per seguire il flusso. Più flusso dell’amore cosa potevi chiedere?
Ma è amore? O è la solita zuppa di ideali che vediamo dipinti sull’altro. Dopo un mese cadranno e sarai di nuovo al palo.
D’altro canto fin’ora stare fermi è stato deleterio. Una vita senza amore è veramente misera. Anzi. Già in passato ho concluso che è l’unica cosa importante. Dona senso alla vita.
E se fosse presto? Sei partito per cercare te stesso, lo hai trovato? Riuscirai a fare senza te stesso?

Grandezza, Amore o Sicurezza. Devi scegliere e devi scegliere in fretta, il tempo sta scadendo.

Qui ci vuole consiglio.

Ci vuole Il Lupo Della Steppa.

E mentre vado per trovare un posto tranquillo dove leggere e dormire, mi assale un sentimento.

In cuor mio, so che qualcosa di grande sta per succedere.

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leggi il seguito: A Metà Tra Il Bene e Il Male

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