Sbornia d’Amore

Mi ha svegliato Arnold. Non è vero, ma non importa. Sono molto turbato. Mi conosco fino al midollo. Questa è una di quelle giornate che, non potendo reggere il confronto con quella precedente, si trasformano in catalizzatori di malinconia.

E’ brutta la sbornia d’Amore quando non bevi da un po’.

Mi alzo, la collana forse è la peggior cosa che potrei vedere adesso. La indosso. In fretta faccio lo zaino, vado nella hall a cercare un posto dove andare. Su Couchsurfing ho sbagliato qualcosa. Mi hanno rifiutato in due e tre non hanno risposto. Mah. Forse dovrei evitare i copia e incolla o forse devo mandare le richieste con più anticipo.

Arrivato alla nuova sistemazione, ostello classico una sola camerata e letti a castello, saluto la poco allegra brigata di francesi spiaccicati sul pavimento, fradici di ego. Francesi classici.

Sistemo la roba ed esco per trovare una lavanderia e un bancomat, laverei a mano ma i bagni sono open door di fronte alla reception (non sto scherzando) e, avidi come sono sti Olandesi, darei loro dispiacere a usargli l’acqua. Olandesi classici.

15 euro di lavanderia. Lo scrivo di nuovo. 15 EURO di lavanderia! Senza cartello con tariffe ovviamente, qui sono pakistani quindi la modalità di approvvigionamento sono diverse. Si, potevo giocarmela meglio.

L’americana mi lascia una certa carica addosso, malgrado tutto ho un atteggiamento falsamente felice, risoluto, compiaciuto: americano classico.

Il morale si abbassa. Comincio con le domande esistenziali, e cosa devo fare adesso? E dovrei andarmene? E dovrei scrivere o recitare? Dovrei lavorare qui, là, su giù. Cacca, cacca pupù, pupù! In questi momenti ricorro alle ultime mie conclusioni sulla vita sempre molto rassicuranti: tutto ha un senso, segui il flusso e cose del genere.
La mancanza di prospettiva rende comunque inutile ogni pensiero razionale. Io in quei momenti non me ne rendo conto però. Per uscire dal loop, ho capito, bisogna avere degli stimoli. Essere ad Amsterdam aiuta.

Leggo l’oroscopo di Paolo Fox perché nessuna prospettiva è sbagliata e qualsiasi è meglio che nessuna.

Ma la giornata mi appare grigia, insensata, senza scopi, senza meta.

Perso, vado al Lost Cafe dove la serata si colorerà con l’arrivo di nuove conoscenze. In particolare Nicky, australiana venuta qui a 17 anni, lavora al Lost, ha vissuto anche in Thailandia e ha tatuaggi OVUNQUE. Si siede con me e mi racconta la sua storia.

E mentre parla, spavalda, da Australiana classica, per un secondo intravedo la verità. Questa ragazza, così dolce, buona in fondo, è stata a tal punto piegata dalla vita che senza rendersene conto ora è paradossalmente una caricatura di se stessa. E ora è così superficiale, così inumana, che non riesce a smuoverla nemmeno Tony Montana, un vecchio bislacco senzatetto con più leggende che vita alle spalle, che si affaccia al Lost spesso e di cui ormai sono amico.

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Questo è il prezzo da pagare per diventare grandi? L’indifferenza verso tutti, persino verso Tony, che senza casa, è solo un cuore sincero che cammina nella notte. E io, dietro questi vestititi da ragazzo, cosa sono? Cosa mi spinge verso un cuore sincero piuttosto che una figa?

Vado a letto un po’ rincuorato, ma distrutto. Qualcosa non va.

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leggi il seguito: Girotondo

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