Novità Dall’Esterno!

Non so se hai mai sentito parlare di media trasversali.

Probabilmente no perché ancora non esistono a pieno titolo; o almeno non sono ancora così diffusi da convincere qualcuno a a parlarne, magari utilizzando un bel neologismo anglofono per renderli più modaioli e giovanili.

 

Ad ogni modo. Facciamo un esempio. C’è un gioco per iphone che si chiama “Lifeline” costa $0.99 ed è in inglese. Due ottime ragioni per snobbarlo completamente penserai, invece no.

Lifeline è un gioco nel quale il protagonista, un astronauta alla deriva nello spazio siderale, cercherà in tutti i modi di salvarsi la pelle e rientrare sulla terra. 

Fin qui un gioco come tanti. Sbagliato di nuovo.

Perché il protagonista non è controllato dal giocatore, anzi: il povero astronauta sarà tutto solo in questo mondo fittizio e cercherà di mettersi in contatto con il giocatore attraverso un dispositivo in grado di mandare messaggi che riceveremo come notifiche push a qualsiasi orario del giorno e della notte. 

In altre parole una sorta di Tamagotchi che chiede consiglio sul da farsi attraverso messaggi che spiegano la situazione. 

Ora. Indipendentemente dal fatto che è un gioco e che può piacere o meno, rappresenta comunque un buon esempio di media trasversale. Perché è una forma di intrattenimento che non si accontenta di essere chiusa in se stessa, ma cerca di arrivare ad un livello più profondo. Arriva come un’esperienza che si mescola alla vita vera e ne prende in prestito il tempo e i ritmi. 

Cioè, idealmente, intrattenimento a tutto tondo. Per estensione. E’ possibile immaginare una forma d’arte che coinvolga chi la riceve completamente, facendo uso di tutti i sensi da noi percepiti! Capisci cosa intendo?

Immagina un film in cui puoi sentire odori e toccare i canyon o il mare in tempesta. Un film in cui senti il freddo e il vento, il sapore del sidro dei vichinghi e la pesantezza di una tuta da astronauta appunto. Questo sarebbe un media trasversale completo. Ci arriveremo.

I visori per la realtà virtuale sono un buon inizio ma non basta. Per arrivare ad un immersione così completa bisognerebbe intervenire direttamente sugli impulsi celebrali forse. A meno che un tizio, esterno allo show, non si prenda la briga di spruzzare il profumo giusto e aprire la finestra ogni volta che si arriva alla scena corrispondente!

Per ora possiamo fare con LSD e funghetti allucinogeni. Esperienze complete ed immersive che possono anche essere direzionate in qualche modo. Ecco! Il film giusto con la musica giusta e un po’ di sana droga in circolo. Cosa Dici?

La Playlist si chiam From Outer Space e il film è Enter The Void di Gaspar Noè.

 

Ci vediamo Dopo. 



From Outer Space
Enter The Void


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